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chiara


Riccardo ha appoggiato la sua testolina sul mio petto, sul mio cuore ..
e si è lasciato abbracciare dalla fascia e dalle mie mani.
Era la prima volta che lo accarezzavo con entrambe…
che bello, che sensazione di libertà
!”

Chiara, mamma di Riccardo
107 giorni in Terapia Intensiva Neonatale

IN ITALIA: La nascita prematura

Un momento prima c’è il pancione, il corredino da scegliere, la cameretta da tinteggiare per il piccolo in arrivo.
Un momento dopo invece c’è la corsa in ospedale, la preoccupazione e l’incertezza di non sapere cosa sta accadendo, i medici, il pianto, il buio che prende il sopravvento…
e poi il dolore del parto, l’incubatrice con tanti tubicini, i monitor, gli allarmi.
È avvenuto tutto troppo presto!

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In Italia il 7% delle nascite è prematura e la percentuale è in costante aumento.
Inoltre il 4% dei bambini a termine per problemi legati al parto o a diverse patologie comincia la sua vita in un reparto di Terapia Intensiva Neonatale.
Oggi, in Italia un bambino su 10 trascorre i suoi primi giorni un TIN e non tra le braccia della sua mamma.

IL PROBLEMA: Il trauma

La nascita prematura rappresenta un trauma per il bambino e i suoi genitori.
I neonati prematuri presentano un maggior rischio di sviluppare complicanze come paralisi celebrale infantile, disabilità sensomotorie, patologie respiratorie e disturbi comportamentali e dell’apprendimento.
La prematurità e il distacco precoce dalla mamma aumentano le probabilità di difficoltà di attaccamento e relazione tra mamma e figlio.
La famiglia che vive la prematurità di un figlio può andare incontro a disequilibri di coppia e a difficoltà nella gestione dello stress.

no_mamma_alessandro3_11_14La nascita prematura rappresenta un trauma per il bambino e i suoi genitori.
Si è abituati a pensare al bambino prematuro, dimenticando che anche i genitori che si trovano genitori prima del tempo, sono genitori prematuri, e con questo spesso si portano carichi e sensi di colpa per non aver protetto adeguatamente il loro piccolo.
Lo strappo necessario e doloroso della separazione all’interno delle UTIN spesso fa sentire ai genitori di essere inutili ai fini delle cure legate alla sopravvivenza del bambino.

LA SOLUZIONE: Un abbraccio che fa crescere

Numerosi studi hno_alessandra_ivanmarta_aurora2_10_14anno dimostrato che il contatto con i genitori (ad esempio pelle a pelle come con la Kangaroo Mother Care) aiuta il bambino a stabilizzare i suoi parametri vitali – res
piro, battito e temperatura – favorendo la sua crescita, il suo sviluppo celebrale e una dimissione precoce dall’ospedale.

Il contatto diventa fondamentale anche per il genitore, perché lo aiuta a riscoprire il proprio ruolo e la capacità di soddisfare i bisogni del piccolo.

L’obiettivo di
“Un abbraccio che fa crescere”logo_tin_scritta
è di rendere possibile tutto ciò per il maggior numero di famiglie che si trovano ad affrontare lo shock della nascita prematura.